Bivacco Saverio Occhi da Grano, in Val Grande di Vezza d’Oglio

Come arrivarci

Alla partenza

Prendiamo la SS 42 in direzione di Vezza d’Oglio; arrivati in paese saliamo per la piazza principale, giriamo a sinistra, superiamo l’Oglio e continuiamo per via Grano, dopo la CRAI. Saliamo, fino ad uscire dall’abitato di Vezza, dove troviamo un bivio: proseguiamo sulla sinistra, con la strada a tornanti fino ad arrivare a Grano, superiamo l’abitato e lasciamo la macchina in un parcheggio un po’ in pendenza, al termine della strada asfaltata.

Il sentiero

Una volta posteggiato, ci incamminiamo verso l’alto e subito arriviamo a un bivio: noi andiamo a destra. Percorrendo la strada di sinistra si arriva al Belvedere. Il sentiero inizia quasi in piano tra betulle e campi. Dopo una decina di minuti di cammino incontriamo le prime baite; in località Vartighera (m. 1380 s.l.m.) la sterrata diventa per un piccolo tratto una strada con fondo di cemento e pietre.
Superate varie baite, incontriamo il torrente Grande, con la nuova diga della centrale idroelettrica (ultimata alla fine dell’estate 2017), e arriviamo in località Plasabus dove è presente un pannello del parco (m. 1414 s.l.m.). Proseguendo, al bivio in località “Le Roche”, incontriamo la strada acciottolata proveniente da Tù.
Presto entriamo, per poco tempo, nel bosco. Qui la pendenza aumenta leggermente e, in cima alla salita, troviamo una bella area attrezzata pic-nic, con un parcheggio. Da qui, in pochi minuti arriviamo alla Locanda della Val Grande in località Scudeler, un ottimo punto dove fermarsi per una sosta.
Poco dopo la struttura, incontriamo delle rovine di antiche costruzioni, i Cüciarei. Il paesaggio attorno a noi, in particolar modo d’autunno, è stupendo. Proseguendo, raggiungiamo una piccola chiesa, la Chiesetta di Carèt e, in circa dieci minuti, lo Chalet Bramito.
A quota 1785 m.s.l.m. è ubicata la Malga Val Grande, dove viene prodotto formaggio tipico con latte nostrano. L’ultimo tratto della strada, superati dei caratteristici cespugli di rododendri e qualche larice, divenuta a fondo di cemento e pietre. La pendenza aumenta per l’ultima volta e, con alcune curve, dopo circa 2 ore e mezza dalla partenza vediamo una costruzione e la bandiera italiana che si stagliano sopra di noi: eccoci al bivacco Saverio Occhi.

Il bivacco

Il bivacco è sempre aperto e nella struttura ci sono molti posti letto a castello, un bagno con una doccia e la possibilità di cucinare.

La struttura è dedicata a Saverio Occhi, giovane vezzese morto in montagna nel 1992, scalando il Lyskamm Occidentale, ed è nata da un’idea del padre di Saverio, il signor Occhi Gianbattista, presidente della banda comunale di Vezza d’Oglio.

Fauna e curiosità

Rapaci come falchi sono all’ordine del giorno; invece più in alto non è raro osservare esemplari di aquila reale. Nei pressi del bivacco, nei mesi autunnali, sono osservabili ad occhio nudo, ma meglio con un buon binocolo, cervi durante il bramito. Se si è fortunati può capitare che un gruppo di cervi attraversi il sentiero mentre si cammina: è un bellissimo spettacolo.
In generale, dalla Locanda della Val Grande in poi, durante tutto l’anno è possibile avvistare cervi sulle montagne circostanti.
Altri volatili che sono presenti in grande quantità in questa escursione sono le cince (soprattutto cincia bigia e cincia dal ciuffo).
Con molta fortuna si possono anche avvistare i picchi rossi e, nei pressi del bivacco in tarda sera, esemplari di camoscio e marmotta.

La Val Grande di Vezza d’Oglio è conosciuta e rinomata per l’alta densità di cervi che la popolano; non a caso è anche nota come “la valle dei cervi”!
Il periodo migliore per percorrerla è sicuramente l’autunno, sia per il bramito, evento caratteristico e molto suggestivo, ma anche per gli stupendi colori della vegetazione!

Come molti di voi sapranno, la Val Grande ha due accessi principali: da Grano e da , entrambe frazioni di Vezza. In questo articolo è descritto l’itinerario da Grano, che personalmente preferisco e consiglio, per la maggior varietà di paesaggi che si incontrano nella prima parte dell’escursione; in ogni caso, anche la camminata da Tù merita assolutamente: una volta parcheggiato, in località Plassacù, arriviamo subito al nucleo di Gusanì, poi a una cappellina. Proseguendo, con una bellissima vista sulla sinistra, incontriamo sulla destra le baite di Pil, superiamo due ponti e, a un trivio, svoltiamo nettamente a destra, imboccando una strada a fondo di cemento e pietre che ci porta al bivio delle Roche, dove la strada diventa unica.

Dati salienti

  • Ubicazione: territorio comunale di Vezza d’Oglio
  • Quota: 2047 m.s.l.m.
  • Dislivello: 737m
    • Dislivello positivo: +800 m
  • Tempo di percorrenza: 2:30 h
  • Segnaletica: segnavia CAI 2
  • Difficoltà: 4
  • Panorami e paesaggi: 5
  • Escursionisti che soffrono di vertigini: adatto
  • Condizione e ampiezza sentiero: ottime
OCCHICARENNUOVO
La chiesetta di Carèt
OCCHIMALGA
La malga Val Grande
OCCHISENTIEROAUTUNNALE
Scorcio autunnale del sentiero
6 cervo_09
Branco di maschi e qualche femmina poco sopra il bivacco
2 Camoscio_01
Camoscio nei pressi del bivacco all’imbrunire
3 Marmotta_12
Marmotta poco sopra il bivacco
3 Marmotta_01
Adulto di marmotta con cucciolo sopra il bivacco 

Qualche fotografia invernale

VALGRANDEINVERNO_01
Panorama sull’alta Val Grande
VALGRANDEINVERNO_2
La media Val Grande, con la Locanda
VGRANDE_11
La chiesetta di Carèt

LA MAPPA IN 3D DELL’ESCURSIONE

OCCHISAV

 

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