Malga e Baite del Coleazzo da Canè

Come arrivarci

Alla partenza

Prendiamo la SS 42 in direzione di Vione; oltrepassiamo il caratteristico paese e proseguiamo fino alla frazione di Canè; arriviamo subito a un bivio: a sinistra c’è la chiesa. Prendiamo la strada a destra e giungiamo ad un parcheggio, più in basso, dove lasciamo la macchina.

Il sentiero-primo itinerario (Per Chigol)

La sterrata gippabile inizia in leggera salita e subito ci conduce alla località Stodegàrda, dove è presente una baita, una fontana e una piattaforma in cemento per l’atterraggio degli elicotteri in soccorso. Continuando a salire, il fondo della strada diventa in cemento e pietre; abbiamo alla nostra destra il bosco e a sinistra vediamo la val d’Avio di Temù. In circa 20 minuti raggiungiamo una baita marrone scuro, lunga e stretta e subito dopo un bivio: prendiamo la strada a destra, lasciando così quella per Cortabona. La gippabile adesso diventa sterrata. Camminiamo immersi nel bosco per una decina di minuti, poi gli alberi si diradano e vediamo in alto delle baite: le case Chigol. Alla nostra destra abbiamo una bella vista sulle montagne e, di fronte a noi, scorgiamo la diga del lago Pantano. Proseguiamo per la sterrata in salita e in pochi minuti arriviamo a Chigol.
Superiamo l’abitato, rimanendo sempre lungo la gippabile 3A che, dopo le baite, inizia a scendere un po’ di quota. In pochi minuti giungiamo a un’area pic-nic con 3 tavoli e una santella dedicata alla Madonna delle Paoline. In leggera salita, ignoriamo il sentiero che porta a Prebalduino (Prebalduì) ed entriamo nel bosco, dove non è raro trovare funghi eduli come i porcini e le mazze di tamburo. Dopo circa un’ora e mezza dalla partenza, incontriamo un sentiero che si stacca in alto sulla nostra destra: è il 3A che conduce alla Malga del Colezzo, ma, essendo questo abbastanza ripido, restiamo sulla sterrata su cui ci troviamo, che ci conduce a un pianoro costeggiato da alberi. In altri 5 minuti arriviamo alla Malga. Da questa, seguendo le indicazioni, perveniamo ai ruderi delle Baite del Coleazzo in un quarto d’ora, percorrendo un sentiero che si snoda tra larici, pini mughi e arbusti.

Il sentiero-secondo itinerario (Per Cortabona)

La sterrata gippabile inizia in leggera salita e subito ci conduce alla località Stodegàrda, dove è presente una baita, una fontana e una piattaforma in cemento per l’atterraggio degli elicotteri in soccorso. Continuando a salire, il fondo della strada diventa in cemento e pietre; abbiamo alla nostra destra il bosco e a sinistra vediamo la val d’Avio di Temù. In circa 20 minuti raggiungiamo una baita marrone scuro lunga e stretta: a destra si va a Chigol e al Coleazzo, mentre a sinistra si giunge alle baite Vialàcc, da cui si può ulteriormente proseguire. Noi ci lasciamo alle spalle questo incrocio per inoltrarci nella Val di Canè, dove la strada torna ad essere sterrata. In altri 20 minuti arriviamo a Cortabona, dove è presente un agriturismo, un’area pic-nic attrezzata e la palazzina del parco, ossia un ufficio informazioni dotato di servizi igienici. Proseguiamo fino alla prima calchera, antico forno dove veniva preparata la calce e, salendo alla sua destra, nei pressi di una fontanella, ci immettiamo nel sentiero che in circa un’ora ci condurrà alla Malga Coleazzo. In una decina di minuti raggiungiamo due baite: qui ignoriamo il sentiero che sale più ripidamente, per procedere su quello più basso e, sempre immersi nel bosco di conifere, continuiamo a salire. A un certo punto gli alberi si diradano e vediamo la strada della Val di Canè con le case Vialacc. In circa 35 minuti, a un bivio, proseguiamo verso l’alto, ignorando il sentiero per Villa Dalegno. Sbuchiamo così in una radura, con un panorama mozzafiato, e in altri 5 minuti raggiungiamo la Malga del Coleazzo. Da questa, seguendo le indicazioni, perveniamo alle Baite del Coleazzo in un quarto d’ora, percorrendo un sentiero che si snoda tra laricu, pini mughi e arbusti.

Fauna e curiosità

Lungo la parte del sentiero all’interno dei boschi è possibile avvistare caprioli e, verso la fine, cervi. Durante tutto il percorso non è raro vedere rapaci in volo, come gheppi o poiane.

Una volta arrivati alle baite, si gode di un bellissimo panorama sull’opposto versante dell’Alta Valle Camonica. Nella fattispecie, sono visibili i monti di Ponte di Legno, Temù, con l’Adamello e i laghi d’Avio e di Vezza d’Oglio.

Naturalmente i due itinerari possono essere uniti, compiendo così un bellissimo percorso ad anello. In tal caso, consiglio di salire seguendo il secondo e di scendere per il primo. Non ci sono particolari differenze, ma personalmente reputo più interessante questa opzione.

Dati salienti

  • Località: territorio comunale di Temù
  • Quota: 2261 m.s.l.m.
  • Dislivello: 735m
    • Dislivello positivo: +785 m
  • Tempo di percorrenza: 2:00 h
  • Segnaletica: segnavia CAI 3A
  • Difficoltà: 3
  • Panorami e paesaggi: 5
  • Escursionisti che soffrono di vertigini: adatto
  • Condizione e ampiezza sentiero: ottime
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Panorama sulla Val d’Avio, da Stodegarda
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Le baite di Vialacc, con dietro l’Adamello
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L’agriturismo Val di Canè
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Caratteristica fontanella a Cortabona
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Le Alpi Orobie, poco prima della malga
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Bellissima vista del massiccio dell’Adamello, col lago Pantano, in Val d’Avio
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Le montagne del versante orografico sinistro dell’Alta Valcamonica
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I ruderi delle Baite Coleazzo
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Area pic-nic e cappella votiva, poco prima di Chigol
CHIGOLCARTELLO
Arrivati a Chigol
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Vista da Chigol
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Alcune delle baite di Chigol

LA MAPPA IN 3D DELL’ESCURSIONE

COLEAZZOMAPPA2
Il primo itinerario
COLEAZZOMAPPA1
Il secondo itinerario

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