Cava di marmo della Val Canè da Canè

Come arrivarci

Alla partenza

Prendiamo la SS 42 in direzione di Vione; oltrepassiamo il caratteristico paese e proseguiamo fino alla frazione di Canè; arriviamo subito a un bivio: a sinistra c’è la chiesa. Prendiamo la strada a destra e giungiamo ad un parcheggio, più in basso, dove lasciamo la macchina.

Il sentiero

La sterrata gippabile inizia in leggera salita e subito ci conduce alla località Stodegàrda, dove è presente una baita, una fontana e una piattaforma in cemento per l’atterraggio degli elicotteri in soccorso. Continuando a salire sulla strada a fondo di cemento e pietre, abbiamo alla nostra destra il bosco e a sinistra vediamo la val d’Avio di Temù. In circa 20 minuti raggiungiamo una baita marrone scuro lunga e stretta: a destra si va a Chigol e al Coleazzo, mentre a sinistra si giunge alle baite Vialàcc, da cui si può ulteriormente proseguire. Noi però ci lasciamo alle spalle questo incrocio, per inoltrarci nella Val di Canè. In altri 20 minuti arriviamo a Cortabona, dove è presente un agriturismo, un’area pic-nic attrezzata e la palazzina del parco, ossia un ufficio informazioni dotato di servizi pubblici.
Procediamo oltrepassando una stalla, una baita e due calchère, antichi forni fusori per la calce, per poi attraversare un ponte di legno. Adesso il bosco si fa più fitto e in pochi minuti arriviamo a un bivio, dove prendiamo la sterrata di sinistra, seguendo le indicazioni. A destra si arriva al bivacco Valzaroten e ai Laghetti di Pietrarossa.
Dopo 5 minuti di cammino nel bosco, gli alberi si diradano e iniziamo a vedere i resti della cava. Purtroppo, in seguito al maltempo dell’ottobre 2018, la strada sterrata che porta al nucleo della cava è stata tagliata in due da un canalone che si è formato dopo le abbondanti piogge: dobbiamo quindi oltrepassarlo e, successivamente, farci strada tra bassi arbusti. Quest’ultima parte dell’escursione è la più impegnativa, anche se non particolarmente difficile, ma allunga il cammino di una decina di minuti.

Ricordo di prestare attenzione ad eventuali scariche di massi che potrebbero verificarsi nei pressi della cava.

Fauna e curiosità

Lungo il percorso si possono osservare piccoli mammiferi come le lepri, ma anche rapaci, come il gheppio o il falco. Nei pressi della cava è facile avvistare gruppi di stambecchi.

Alla cava ci aspetta un bellissimo panorama sulla bassa Val di Canè, particolarmente suggestivo in autunno.

La cava di marmo di Canè di Vione è stata utilizzata fino agli anni 20 del ‘900. Oggi sono ancora visibili le pareti da cui veniva estratto il marmo e in loco sono presenti due edifici e delle reti atte a bloccare eventuali scariche di massi, visibili anche dalla strada che si inoltra nella Val di Canè.

Dati salienti

  • Località: territorio comunale di Vione
  • Quota: 1953 m.s.l.m.
  • Dislivello: 430m
    • Dislivello positivo: +450 m
  • Tempo di percorrenza: 1:20 h
  • Segnaletica: segnavia CAI 65
  • Difficoltà: 5
  • Panorami e paesaggi: 5
  • Escursionisti che soffrono di vertigini: adatto
  • Condizione e ampiezza sentiero: ottime fino alle propaggini della cava, discrete poi
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La strada che si inoltra in Val di Canè
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L’area pic-nic di Cortabona
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L’area della cava vista dalla sterrata della Val Canè
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L’agriturismo Val Canè
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Resti della cava
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Resti della cava
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Edifici nell’area della cava
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L’area di estrazione
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Reti di contenimento delle scariche di massi
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Lo spettacolare panorama che si ammira dalla cava

LA MAPPA IN 3D DELL’ESCURSIONE

CAVACAN

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