Cima Rovaia da Tù di Vezza d’Oglio

Come arrivarci

Alla partenza

Arrivati a Vezza d’Oglio, saliamo in auto in centro e svoltiamo a sinistra, imboccando via Dante Alighieri. Una volta usciti dal paese, arrivati a un bivio, prendiamo la strada di destra e proseguiamo fino ad arrivare nella piccola frazione di Tù: superata la chiesetta, continuiamo per la strada più bassa. Saliamo, lasciandoci alle spalle le scuole e proseguiamo fino a incontrare un parcheggio, appena prima di una sterrata che porta in Val Grande, dove lasciamo l’auto.

Il sentiero

Al bivio in località Plassacù, prendiamo la strada acciottolata di destra, seguendo le indicazioni per Borom e San Clemente. Proseguendo invece dritto dal parcheggio si va nella bella Val Grande.
Superata una baita, imbocchiamo la sterrata che sale più repentinamente sulla sinistra. Continuiamo in una salita costante, ma non eccessiva e dopo due tornanti a gomito arriviamo a un secondo bivio, dove rimaniamo sulla sterrata di sinistra. Procediamo arrivando alle baite di Borom, che ci lasciamo alle spalle e proseguiamo fino a raggiungere e imboccare un sentiero che si stacca sulla sinistra: la Cima Rovaia è data a 3 ore. In pochi minuti di ripida salita arriviamo a un bivio e, seguendo le indicazioni, procediamo verso l’alto. Dopo un tratto di sentiero in un bosco di larici, le piante si fanno meno fitte e, alla nostra sinistra, scorgiamo parte della Val Grande.
Svoltiamo a destra e, poco dopo, seguendo le indicazioni, prendiamo un sentierino sulla sinistra. Arrivati alla prima radura, ci incamminiamo lungo il sentiero che continua verso l’alto, abbandonando il tracciato su cui stavamo camminando.
Al bivio successivo, poco prima di un’altra radura, possiamo prendere entrambi i sentieri: infatti, senza differenze, arriviamo nel mezzo dello spiazzo, dove è presente un pannello informativo in metallo. Proseguiamo sulla sinistra e, dopo un po’ di cammino nel bosco, ancora una volta non è chiara la via da prendere: continuiamo dritti, per poi girare a sinistra, in corrispondenza di un sasso sulla sinistra, con un segnavia a gomito. Tornati nel fitto del bosco, usciamo subito dagli alberi, arrivando a un’ampia radura situata a circa 2000 metri, alla fine della quale incontriamo il sentiero che sale dalla Val Grande. Proseguiamo lungo il nostro tracciato di destra e poco dopo vediamo un abbeveratoio per il bestiame, in basso a sinistra. Adesso il bosco è meno fitto e ogni tanto la vista spazia sulle montagne del versante opposto della valle. Arriviamo in una vasta radura da cui si vede la cima e, in pochi minuti, siamo alla Plazza Grande, crocevia da cui si può scendere alla media val Grande (chiesetta di Carèt), raggiungere la malga Tremonti o proseguire per la cima.
Dopo una mezz’oretta di cammino, superiamo il limite degli alberi e il paesaggio attorno a noi si fa più brullo; abbiamo una bellissima vista su tutta la Val Grande e su parte dell’Alta Valle Camonica. Ignorando le indicazioni per il museo, dopo due tornanti la salita termina e, in pochi minuti, raggiungiamo un grande edificio risalente al primo conflitto mondiale: per arrivare in cima al monte possiamo salire sui massi dietro ad esso.

Fauna e curiosità

Nel primo tratto dell’escursione è possibile avvistare esemplari di cervo e, con un po’ di fortuna, anche di capriolo.
Quando si esce permanentemente dal bosco è facile osservare i rapaci comuni, come il gheppio, ma anche l’aquila, presente in numero nettamente minore.

La Cima Rovaia è nota per le sue trincee della Prima Guerra Mondiale, che si estendono lungo tutto il perimetro della cima. Sono anche presenti alcune costruzioni che fungevano da comando o da ricovero per i soldati. Poco sotto la cima, all’interno di un ex dormitorio, è stato allestito un piccolo museo con dei pannelli informativi riguardo alle opere di fortificazione di Cima Rovaia e, più in generale, del gruppo dell’Adamello.

Questo itinerario, in particolare nel primo tratto, è poco segnalato ed è quindi possibile imboccare un sentiero sbagliato. Ci possono venire sicuramente in aiuto la cartina e il GPS, tuttavia, consiglio di prestare molta attenzione ai bivi dove non ci sono indicazioni.

Dati salienti

  • Località: territorio comunale di Vezza d’Oglio
  • Quota: 2515 m.s.l.m.
  • Dislivello: 1205m
    • Dislivello positivo: +1275 m
  • Tempo di percorrenza: 3:45 h
  • Segnaletica: segnavia CAI 3 e indicazioni
  • Difficoltà: 7
  • Panorami e paesaggi: 5
  • Escursionisti che soffrono di vertigini: adatto, anche se nell’ultimo tratto il sentiero è un po’ stretto
  • Condizione e ampiezza sentiero: discrete
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Radura a circa 2000 m, da cui si intravede la cima
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Vista dal sentiero sul versante opposto della Val Grande: in alto a sx la radura con la malga Val Bighera
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Il rudere di una caserma sulla Cima Rovaia
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Il bel panorama sui monti di Vione
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Una postazione della Prima Guerra Mondiale
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Cima Rovaia e panorama
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Una delle tante trincee sulla Cima Rovaia
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Rudere di un edificio militare
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Un altro complesso di trincee
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Vista sull’Alta Valle Camonica

LA MAPPA IN 3D DELL’ESCURSIONE

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