Conca del Volano, anello per i rifugi De Marie e Colombè

Come arrivarci

Alla partenza

Prendiamo la SS 42 in direzione di Capo di Ponte e, senza entrare in paese, ci immettiamo sulla SP 88, seguendo le indicazioni per Cimbergo e Paspardo. Percorso il paese di Cimbergo, noto anche per il suo castello medievale, ignoriamo le indicazioni per “Volano” e “Mandoss”, per parcheggiare in uno slargo, poco più avanti, usciti dall’abitato.

Il sentiero

Torniamo sui nostri passi fino al cartello di benvenuti a Cimbergo, dove prendiamo la stradina asfaltata sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il rifugio De Marie. Camminiamo di fianco a varie case e, nei pressi di una santella, imbocchiamo il sentiero selciato, sulla sinistra, che si addentra presto nel bosco. Proseguiamo agilmente tra le latifoglie e qualche roccia e, dopo circa un quarto d’ora dal parcheggio, sbuchiamo sulla carrareccia che seguiremo fino al rifugio. Siamo a 1075 metri di quota, in località Valina, dove si trovano un fontanile e una piccola edicola.
La strada diventa subito asfaltata e, dopo una breve salitina, gli alberi si diradano, dandoci l’opportunità di godere di una stupenda vista sulle montagne, ancora più particolare e suggestiva nel periodo autunnale.
Sempre in una leggera e costante salita sulla strada asfaltata, costeggiando il torrente Tredenus, giungiamo a un’area aperta, a circa 1290 metri di quota: davanti a noi c’è il Ponte del Serio, un piccolo ponte sul torrente, che permette di passare sul versanre opposto del monte. Lasciandocelo alle spalle, continuiamo tra gli alberi e incontriamo un cartello di arrivederci alla Conca del Volano, nella direzione opposta. Poco sopra arriviamo alle prime baite del Volano, superiamo il torrente e, ancora un centinaio di metri ed eccoci al rifugio De Marie (m. 1430 s.l.m.).
Superato il rifugio, davanti a noi si apre la testata della Conca del Volano, mentre alle spalle abbiamo la Concarena: seguendo il tracciato, una sterrata inerbita, percorriamo una curva a U per entrare nel bosco di abeti rossi. Procediamo senza alcuna fatica lungo questa tranquillisima e bella strada, giungendo a un bivio, dove svoltiamo a sinistra. Adesso siamo praticamente in piano, con dei tratti in leggera discesa; poco dopo gli alberi alla sinistra si diradano e troviamo delle baite. Rientrati nel bosco di larici, continuiamo a scendere, fino a raggiungere la località Nicol, dove si torvano numerose baite. Seguendo le indicazioni per il rifugio Colombè, ci lasciamo alle spalle il grazioso borgo montano, con una costante vista sulla Concarena e sul Pizzo Badile Camuno; entriamo per l’ultima volta nel bosco e, in poco più di un’ora dal De Marie, sbuchiamo in un’ampia radura panoramica, dove si trova una chiesetta e, più indietro, un’area pic-nic.
Continuiamo a salire lungo la sterrata, diventata anch’essa panoramica dopo che la maggioranza degli alberi sul lato sinistro è stata abbattuta da una tempesta, giungendo così a due radure molto ravvicinate, nella seconda delle quali si trova una malga. Qualche centinaio di metri avanti c’è il rifugio Colombè, da cui si può ammirare uno stupendo panorama sulla Valle.
Per concludere l’anello, torniamo sui nostri passi fino alla malga, dove imbocchiamo un sentiero che scende nel bosco, sulla destra. Trascorsi circa 10-15 minuti, la pendenza diminuisce e usciamo dal bosco, in corrispondenza di un nucleo di baite, da cui la vista spazia fino all’Alto Sebino.
Proseguiamo tra i castagni, notiamo una fontana e, più in basso, una vecchia baita sulla sinistra.
La strada si allarga e diventa asfaltata, per poi tornare acciottolata nell’ultimo tratto; ecco che arriviamo sulla strada che da Paspardo conduce al centro faunistico del Parco dell’Adamello: la oltrepassiamo, per continuare a scendere, costeggiando delle proprietà all’estremità dal paese.
A 1000 metri, a un bivio, giriamo a destra per entrare nell’abitato, che percorriamo fino a immetterci sulla provinciale 88. Camminiamo sul marciapiede per poco meno di un kilometro, trovando così lo slargo con la macchina.

I rifugi

Al rifugio De Marie, gestito dalla famiglia, si possono consumare i pasti e pernottare. Fuori dalla struttura, nel prato, sono allestiti dei tavoli con panche da pic-nic.

Il rifugio Colombè è gestito da dei volontari dell’Operazione Mato Grosso, che si danno periodicamente il cambio nella gestione, e il ricavato va interamente all’ospedale di Chacas in Perù. Durante l’estate è possibile pranzare anche all’esterno su dei tavoli da pic-nic.

Fauna e curiosità

Lungo questo interessante itinerario è possibile incontrare piccoli roditori, come lo scoiattolo, oltre che varie specie di rapaci.

La Conca del Volano è un’ampia conca glaciale, dominata dal Pizzo Badile Camuno, che presenta una grande varietà floristica. Nel periodo autunnale, grazie ai suoi colori, questo territorio offre uno spettacolo unico, che merita senz’altro una visita! L’itinerario descritto la percorre interamente e, non presentando difficoltà, a parte il fatto di essere un po’ lungo e avere un dislivello non irrisorio, è adatto praticamente a tutti.
In alternativa si può arrivare ai due rifugi separatamente, partendo da Cimbergo per raggiungere il De Marie e da Paspardo per il Colombè.

Dati salienti

  • Località: territori comunali di Cimbergo e Paspardo
  • Quota max: 1730 m.s.l.m.
  • Partecipano a “Girarifugi Lombardia”: SI
  • Dislivello: 1050m
  • Tempo di percorrenza: 4:45 h
  • Segnaletica: sentiero Mons. Giovanni Antonioli-SI (Sentiero Italia)
  • Difficoltà: 4
  • Panorami e paesaggi: 5
  • Escursionisti che soffrono di vertigini: adatto
  • Condizione e ampiezza sentiero: ottime
La vista poco dopo la località Valina
Le prime baite al Volano
Il rifugio De Marie
Vista dalla Conca del Volano
La Concarena, vista dalla sterrata tra i due rifugi
Una caratteristica cappellina poco prima del Colombè
Il Pizzo Badile Camuno
L’ingresso al rifugio Colombè
Il rifugio Colombè
Scendendo verso Paspardo
Paspardo in veste autunnale




































































































































































































LA MAPPA N 3D DELL’ESCURSIONE

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