Mola da Vico di Edolo

Come arrivarci

Alla partenza

Prendiamo la statale 42 fino a Edolo, entriamo in paese, in piazza Martiri, per quindi continuare per un breve tratto sulla SS 39 del Passo Aprica. Dopo pochi minuti, prendiamo la strada asfaltata che si stacca in alto a destra, seguendo il cartello per Vico. Con una quindicina di tornanti raggiungiamo senza difficoltà il caratteristico borgo, posto a 950 metri di quota, e lasciamo l’auto in un ampio parcheggio prima delle case.

Il sentiero

Ci incamminiamo e prendiamo la strada che sale, sulla destra, al cui termine ci troviamo fuori dal paese, su una mulattiera. Poco prima di una santella lungo il cammino giriamo a destra, superando il campo, ed entriamo tra gli alberi di latifoglie, in maggioranza querce. Seguendo il tracciato, deviamo presto a destra, percorrendo una stradetta cementata che inizia con molta pendenza e, finita la salita, abbiamo un discreto panorama sulla sottostante Val di Corteno e sul gruppo dell’Adamello.
Entriamo nel bosco, dove la salita aumenta un po’ e, dopo un paio di tornanti, incontriamo il rudere di una vecchia abitazione; iniziano a vedersi anche delle conifere, degli abeti rossi.
Il nostro comodo tracciato continua nel bel bosco, con alcuni punti panoramici, fino a raggiungere, in 1:15 h dalla partenza, una piccola radura in pendenza posta a 1400 metri di quota, dove si trovano alcune baite, le Bedöle, toponimo dialettale che sta per “betulle”, pianta presente nel luogo, e un fontanile degli anni ’50.
Con una ripida salita torniamo nel bosco, a maggioranza di conifere, coprendo un buon dislivello, considerata la brevità del tratto: in pochi minuti giungiamo a una seconda piccola radura, dove è ubicato il Roccolo Laffranchini, ormai totalmente ristrutturato (1470 m.).
Superata la costruzione, usciamo dal bosco, avendo roccia alla nostra sinistra, e, sulla destra, un magnifico panorama su Edolo, il massiccio dell’Adamello e la Val di Corteno. Presto raggiungiamo un altro spiazzo panoramico, dove una mappa ormai completamente rovinata e illeggibile indica le cime visibili.
Saliamo per pochi minuti, fino a trovare un bivio, dove lasciamo la nostra mulattiera per girare a sinistra: davanti a noi si vedono alcune delle baite di Cuel. Alla prima indicazione per Mola, abbandoniamo la sterrata, per salire sulla destra, lungo un sentierino inerbito e poco battuto; scolliniamo, arrivando a una spianata, in fondo alla quale si trova una baita. Qui vediamo un sentiero poco più in alto di noi, sulla sinistra: lo raggiungiamo e lo percorriamo, ora vediamo la baita dall’alto. Seguendo i segnavia del CAI, molto evidenti, saliamo ancora, giugnendo a una suggestiva radura pianeggiante. Proseguendo in questo posto idilliaco, costituito da piccole radure separate da alcuni abeti, scendiamo leggermente, uscendo dagli alberi e davanti a noi si apre il panorama su Mola, col Motto della Scala. Continuiamo sulla sterrata che troviamo poco sotto e, in un quarto d’ora arriviamo a Mola, dove si trovano alcune baite e una chiesetta dedicata al beato Don Carlo Gnocchi: prendiamo la strada asfaltata di sinistra e, in breve tempo, giungiamo al rifugio Malga Mola (1700 m.s.l.m.).
Per il ritorno possiamo tornare sui nostri passi, per un centinaio di metri, fino a imboccare la sterrata che scende a destra. Dopo un primo tratto tra i campi, gli alberi si fanno più fitti e, poco prima del muro di contenimento in cemento e pietre, prendiamo un sentierino non segnalato, che scende a sinistra, nella valletta del torrente. Il sentiero si fa più largo, incontriamo una baita, superiamo un torrentello ed entriamo nel bosco; sopra di noi, sul lato sinistro, si trovano alcune proprietà. In una mezz’oretta da Mola arriviamo alle baite Cuel, un piccolo agglomerato, e poi ci immettiamo sulla mulattiera con cui siamo saliti all’andata.

Fauna e curiosità

L’altopiano di Mola, e in generale tutta l’Oasi Turicla in cui si colloca, è noto per la sua abbondanza di cervi, ma ultimamente anche un’altra specie, sempre più prepotentemente, si sta facendo largo in questo territorio: i cinghiali. Infatti non è affatto difficile vederne nei boschi sopra Vico, ricchi di ghiande, fino addirittura in Mola. Se non avrete l’occasione di incontrarne, sicuramente vedrete la traccia principe del loro passaggio, il terreno smosso con forza, con intere zolle sollevate.
Naturalmente, in presenza di cucciolate, prestiamo sempre la massima attenzione, senza avvicinarci.

Mola è un caratteristico altopiano, molto frequentato in estate perchè facilmente raggiungibile in macchina da Edolo, e da cui si può godere di uno stupendo panorama.
Quello descritto è solo uno dei vari itinerari che vi conducono: si può salire anche da Edolo, seguendo la strada della Costa (percorrendo questo itinerario, dove si parla del punto più alto dell’escursione, basta proseguire dritti, invece che scendere: è il bivio di Cuel, descritto in questo articolo); oppure esiste anche un comodo itinerario che parte dal paese di Monno.

Dati salienti

  • Località: territorio comunale di Edolo
  • Quota: 1700 m.s.l.m.
  • Partecipa a “Girarifugi Lombardia” (rif. Mola): SI
  • Dislivello: 740m
    • Dislivello positivo: +970 m
  • Tempo di percorrenza: 2:45 h fino a Mola
  • Segnaletica: sentiero CAI “Trekking delle Malghe”
  • Difficoltà: 5
  • Panorami e paesaggi: 5
  • Escursionisti che soffrono di vertigini: adatto
  • Condizione e ampiezza sentiero: ottime
Il panorama sulla Val di Corteno
L’abitato di Vico
Un tratto del sentiero
Le baite Bedöle
Il Roccolo Laffranchini
Bellissimo panorama su Edolo, dopo il roccolo
Ometto segnavia in una graziosa radura
L’area di Mola, con il rifugio e il Motto della Scala che domina l’altopiano
La chiesetta di Mola
Il rifugio Malga Mola
























































































































































































LA MAPPA IN 3D DELL’ESCURSIONE

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