Roccolo Milesi da Vezza d’Oglio

Come arrivarci

Alla partenza

Prendiamo la SS 42 in direzione di Vezza d’Oglio e, una volta raggiunto il paese, scendiamo per via Stella. Superato il ponte, saliamo, costeggiando una cascina e la gialla chiesetta di Sant’Anna. La strada ora continua con un tornante e, dopo poco meno di un kilometro da esso, parcheggiamo in un’ampio spiazzo sulla destra della strada (Plassa San Gioàn, 1165 m.s.l.m.).

Il sentiero

Attraversiamo la strada e imbocchiamo la sterrata sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il complesso militare della Grande Guerra. In basso, alla nostra sinistra, vediamo alcune baite e, in poco tempo, giungiamo a un’area pianeggiante: qui procediamo dritto, lungo la sterrata, ed entriamo così nel bosco. Dopo una leggerissima discesa, riprendiamo a salire e, in corrispondenza del primo tornante, si apre davanti a noi una bellissima vista sul paese di Vezza d’Oglio, le sue frazioni di Grano (sinistra) e Tù (destra) e le retrostanti montagne della Val Grande. Tornando a camminare tra i fitti abeti rossi, percorriamo alcuni tornanti e, in circa 1 ora dal parcheggio, la sterrata diventa acciottolata si fa più stretta. Arriviamo così a una santella, Santèl de la Cuna, dove si trova anche un tavolo da pic-nic: a questo punto procediamo a sinistra, lungo un comodo sentiero quasi pianeggiante e, in breve tempo, vediamo alla nostra sinistra una radura in pendenza, con una vecchia baita alla sua estremità superiore: siamo al Prà del Mul (lì su un cartello è riportata un’altitudine di 1539 metri, ma in realtà ci troviamo circa a 1450 m.). Ignoriamo entrambi i cancelli che permettono l’accesso al prato, riprendendo quindi a salire e giriamo a destra; dopo pochi metri, il sentiero effettua un tornante destrorso che ci conduce al Roccolo Milesi.
Possiamo decidere di ritornare seguendo l’itinerario dell’andata, oppure possiamo effettuare un anello: in tal caso superiamo l’edificio, camminando in un bellissimo bosco di abeti, tappezzato da un caratteristico fondo di muschio. Facendo attenzione a non perdere il sentiero, che non presenta alcuna indicazione o segnavia, giriamo a destra e proseguiamo dapprima in piano, per poi iniziare a scendere leggermente. Trascorsi una decina di minuti dal roccolo, la nostra stradetta si congiunge con la mulattiera che, dal Santel de la Cuna, sale a Pornina e, in costante discesa, raggiungiamo lo spiazzo dove è ubicata la santella.
Scendiamo da dove siamo saliti, fino a incontrare il primo tornante: qui abbandoniamo la sterrata per proseguire dritti, lungo il sentiero CAI 72, seguendo il quale perdiamo quota in maniera abbastanza repentina; poco a poco gli alberi si diradano, fino a concederci un’ampia visuale, nei pressi di una baita.
Costeggiamo dei campi e un paio di altre baite, per poi immetterci sulla sterrata dell’andata, a poca distanza dal parcheggio, che raggiungiamo in 5 minuti.

Fauna e curiosità

Nella foto di apertura: gli alberi, posti a semicerchio, che un tempo sorreggevano le reti del roccolo.

Lungo l’itinerario è facile trovare dei nidi di picchio, scavati nei tronchi degli abeti, anche ad altezza uomo. Il picchio rosso maggiore popola densamente i boschi camuni, ma questa escursione costituisce decisamente un caso particolare per l’alto numero di nidi presenti.
Anche i caprioli abitano la zona, e nei tratti al di fuori dal bosco si può avere la fortuna di imbattersi in una lepre.

Del Roccolo Milesi rimane, manutenuta in ottimo stato, la torretta in cemento, con il piano superiore in legno e il semicerchio di alberi (questo purtroppo non in buono stato) che fungeva da struttura portante per l’attività dei roccolieri.

I roccoli erano delle strutture usate per l’uccellagione, il cui corpo principale era costituito da alberi, organizzati a formare un semicerchio o, nei roccoli più grandi, addirittura un cerchio completo. Internamente, venivano appese delle reti agli alberi, in modo da intrappolare gli uccelli che vi transitavano, attirati da richiami vivi, posti in delle gabbiette, all’interno del semicerchio di alberi.
A poca distanza da questa “fortezza” di alberi si trovava sempre un edificio caratterizzato da un’altezza superiore alla sua larghezza (per questo detto “torretta”), costruito in cemento e con il piano superiore in legno. Qui, si trova una finestrella, usata dal roccoliere per controllare la situazione all’interno del roccolo ed eventualmente per sparare all’avifauna.

L’itinerario descritto si sonda quasi interamente nel bosco ed è sul versante esposto a Nord (quello meno soleggiato), quindi lo consiglio soprattutto per l’estate, poichè in inverno potrebbe risultare troppo freddo.

Dati salienti

  • Ubicazione: territorio comunale di Vezza d’Oglio
  • Quota max: 1540 m.s.l.m.
  • Dislivello: 510m
  • Tempo di percorrenza anello: 2:15 h
  • Segnaletica: segnavia CAI 72 e indicazioni
  • Difficoltà: 4
  • Panorami e paesaggi: 3
  • Escursionisti che soffrono di vertigini: adatto
  • Condizione e ampiezza sentiero: ottime
MILESI1
Panorama su Vezza d’Oglio, all’inizio dell’escursione
MILESI3
Il Santèl de la Cuna
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La radura di Prà del Mul
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L’edificio a torretta del Roccolo Milesi
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Targhe storiche sull’edificio
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Nidi di picchio, lungo la sterrata 

LA MAPPA IN 3D DELL’ESCURSIONE

MILESI

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