Gli abitanti dei boschi

In questa pagina troverete delle brevi e circostanziate descrizioni dei principali animali che popolano i boschi della Valle Camonica.
Generalmente le ore migliori per avvistarli sono quelle della mattina molto presto e della sera verso l’imbrunire perchè con il favore delle prime tenebre, quando la presenza umana è scarsa, gli animali lasciano le loro fresche tane per abbeverarsi e andare a caccia.
Inoltre per rendere più facili gli incontri nel bosco consiglio un abbigliamento scuro (sui toni del marrone, del verde scuro o del nero) o meglio ancora mimetico.
Naturalmente gli animali più facili da avvistare sono i più presenti sul territorio: gli erbivori, alcuni rapaci e la volpe.
Le stagioni migliori per avvistare gli abitanti dei nostri boschi sono certamente l’autunno e la primavera perchè durante l’estate la presenza dell’uomo tocca il suo apice e gli animali preferiscono rimanere dove si sentono al sicuro. Ciò non significa che in estate non sono possibili gli avvistamenti, anzi! Per sapere dove è più facile trovarli guardate sotto la descrizione di ognuno.

 INDICE DEGLI ANIMALI

Erbivori

Il Cervo (Cervus elaphus)

Il cervo è un grande quadrupede presente in gran parte del territorio della Media e Alta Valle Camonica.
Il luogo migliore per avvistarlo è certamente la Val Grande di Vezza d’Oglio e il periodo consigliato è l’autunno: infatti i mesi di settembre e ottobre corrispondono per il cervo alla stagione degli amori durante la quale i maschi emettono il caratteristico bramito per attirare le attenzioni delle femmine. Con un po’ di fortuna si può assistere a un combattimento tra maschi per il predominio sul territorio e per il possesso delle femmine. La maggior parte delle volte il combattimento non è letale per il perdente, ma si conclude con l’allontanamento di questo dal territorio del maschio dominante. A volte però i cervi arrivano a ferirsi con i maestosi palchi e può accadere che lo sconfitto venga trafitto dal rivale e muoia a causa delle ferite riportate.
In Val Grande non è raro avvistare cervi durante tutto l’anno; nei mesi autunnali i cervi si radunano nell’area prativa oltre il bivacco e, con un binocolo, sono ben visibili.
Tra la seconda metà di febbraio e l’inizio di aprile i cervi maschi perdono i palchi, che poi ricrescono. Quando questi sono ancora nuovi presentano una caratteristica lanugine, detta “velluto”, che si perderà col tempo. Il mantello del cervo ha una colorazione bruna nei mesi invernali che poi si schiarisce negli altri periodi dell’anno. Le femmine di cervo vivono in gruppi numerosi con i loro cuccioli.

Probabilità generale d’avvistamento: media
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

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Branco di cervi maschi mi corre incontro in Val Grande di Vezza
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Maschi in fila in Val Grande di Vezza
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Branco di cervi maschi e qualche femmina con piccoli in Val Grande di Vezza
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Branco di cervi maschi sui monti della Val Grande di Vezza

Il Capriolo (Capreolus capreolus)

Il capriolo è un quadrupede di dimensioni medio-piccole alto circa 75 centimetri e lungo fino a 110, presente in gran parte del territorio della Valle Camonica.
La colorazione del pelo del capriolo varia a seconda della stagione: in autunno e inverno il mano è sulle tonalità del grigio e del marrone, mentre in estate assume la tipica colorazione marrone chiaro-arancione.
Il capriolo emette uno strano verso, simile a quello dei cani: infatti molte volte si dice che, a suo modo, abbaia.
Il maschio si distingue dalla femmina per la presenza di corna che perde in autunno e ricrescono nei mesi invernali.

Le femmine di capriolo partoriscono tra maggio e giugno, quindi in estate non è difficile imbattersi in un cucciolo, ma la cosa fondamentale è evitare qualunque tipo di contatto con esso perché, anche se al momento è da solo, la madre non lo ha abbandonato. I piccoli, infatti, sono inodore e se vengono a contatto con un essere umano prendono il suo odore, causando un’impossibilità di riconoscimento con la madre e il loro conseguente abbandono. I cuccioli abbandonati, incapaci di nutrirsi e difendersi senza l’aiuto della madre, sono destinati a soccombere.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

Lo Stambecco (Capra ibex)

Lo stambecco è un quadrupede alto circa un metro, presente in Media e Alta Valle Camonica, che possiede delle vistose corna ricurve all’indietro con degli anelli che ne indicano l’età.
Il suo habitat è prevalentemente costituito da zone rocciose e in valle vive attorno ai 2.000 metri di quota: lo si può trovare nei pressi di laghetti dove non è raro avvistare gruppi di stambecchi che si avventurano per gli scoscesi pendii delle montagne: infatti insieme ai camosci sono i quadrupedi più agili che popolano le Alpi.
Gli stambecchi sono amanti del sale, perciò portarsene un po’ potrebbe servire ad avvicinarli!
In inverno avvengono gli scontri tra i maschi per assicurarsi il primo posto nel braco e quindi per essere in testa alla “classifica” per riprodursi.
Il maschio ha una stazza maggiore e delle corna più lunghe rispetto alla femmina.

Probabilità generale d’avvistamento: media
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

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Maschio solitario in alta Val Canè
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Lo stambecco mentre mangia uno dei suoi cibi preferiti: il sale
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Gruppo di due maschi e due femmine in alta Val Canè

Il Camoscio alpino (Rupicapra rupicapra)

Il camoscio è un quadrupede di medie dimensioni, lungo circa 120 centimetri e alto 70/80 centimetri diffuso principalmente, come lo stambecco, ad alta quota oltre il limite della vegetazione.
I maschi di camoscio vivono in piccoli gruppi o da soli separati dalle femmine, con le quali si incontrano in autunno per riprodursi; i branchi più numerosi sono costituiti dalle femmine con i cuccioli.
I camosci hanno corna ricurve, quelle dei maschi sono più grandi e robuste di quelle delle femmine; il loro manto è di colore marrone e in inverno è più scuro che in estate.
È un animale molto agile che come lo stambecco riesce a muoversi saltando da una roccia all’altra anche sui pendii più scoscesi.
Se si trova in pericolo il camoscio emette un suono simile a un acuto belato.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

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Maschio di camoscio in Val Grande di Vezza
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Si sta avvicinando
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Simpatica famiglia di camosci

Carnivori

La Volpe (Vulpes vulpes)

La volpe è un carnivoro di medie dimensioni, lungo fino a 150 centimetri inclusa la coda, presente in gran parte della Valle Camonica. Può essere avvistata dai 500 fino ai 2.600 metri di quota in quanto è un animale che si adatta molto facilmente ai diversi ambienti che frequenta per cacciare. Il suo habitat naturale è il bosco intervallato da radure. È un predatore crepuscolare e notturno che però può essere avvistato anche durante il giorno.
Le prede della volpe sono svariate: caccia insetti, uccelli, roditori, piccoli mammiferi, ed essendo un animale molto opportunista può cibarsi anche di carcasse nonché di rifiuti.
Il manto della volpe è di colore arancio-rossastro.

Probabilità generale d’avvistamento: media
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

Il Lupo (Canis lupus)

Il lupo è un grande carnivoro presente in qualche centinaia di unità anche sulle Alpi. La maggior concentrazione di questo predatore si registra sulle Alpi Occidentali della Valle d’Aosta e Piemonte, ma da alcuni anni ha cominciato a ripopolare anche il territorio provinciale di Brescia e quindi la Valle Camonica.
Il lupo è un animale molto prudente e incontrarlo è veramente molto difficile anche perché grazie ai suoi sensi particolarmente sviluppati se si accorge che ci sono umani nei paraggi preferisce spostarsi per evitare l’incontro.
La dieta del lupo è composta prevalentemente da grandi quadrupedi come il cervo, il capriolo e il camoscio, ma in caso di necessità può cibarsi di bacche o carcasse e attaccare gli animali domestici come pecore e capre.
Il lupo solitamente caccia in branco cogliendo la preda di sorpresa e mordendola alla nuca o al collo.
Il manto estivo del lupo è grigio-marrone, mentre quello invernale si scurisce leggermente.

Probablità generale d’avvistamento: pressochè nulla a causa dei pochissimi individui presenti in valle

L’Orso bruno (Ursus arctos arctos)

L’orso bruno è il più grande carnivoro presente in Valle Camonica: infatti alcuni esemplari di questo animale sono stati reintrodotti in Trentino-Alto Adige e hanno iniziato a diffondersi anche in territorio provinciale di Brescia.
L’orso, contrariamente a quanto si pensi comunemente, è un onnivoro; si ciba di bacche, radici di piante, mammiferi e carcasse di animali.
Il manto dell’orso è principalmente bruno, come testimonia il suo nome, ma può assumere coloriti tendenti al rossastro o al grigio.
Avvistare l’orso bruno in valle è molto difficile sia per l’esiguo numero di individui presenti, sia perchè l’orso possiede sensi molto sviluppati grazie ai quali, accorgendosi della presenza umana, si dilegua nel bosco evitando l’incontro. Una delle poche situazioni in cui l’orso può dimostrarsi aggressivo è quando una madre sente minacciata la vita dei propri cuccioli.

Probabilità generale d’avvistamento: pressochè nulla a causa dei pochissimi individui presenti in valle.

La Lince (Lynx lynx)

La lince è un grande carnivoro della famiglia dei felidi. Affermare che in Valle Camonica sia presente in modo stabile è forse un po’ avventato: ne sono stati segnalati infatti alcuni esemplari ma il numero delle segnalazioni è così irrisorio da non potere dichiarare con certezza che la lince abbia iniziato a ripopolare le montagne camune.
Fornisco ugualmente una rapida descrizione dell’animale.
La lince è un predatore molto scaltro e schivo con un pelo lungo di colore marrone-rossastro o grigiastro con delle macchie scure che la aiutano a mimetizzarsi negli ambienti montani. Presenta una sorta di barba sul muso e dei caratteristici ciuffetti di peli sulle orecchie.
La sua alimentazione si basa sulla carne: caccia ungulati come il capriolo e il camoscio, animali più piccoli come lo scoiattolo, e anche carnivori come la volpe.

Probabilità generale d’avvistamento: pressochè nulla

L’Ermellino (Mustela erminea)

L’ermellino è un piccolo carnivoro presente in Valle Camonica tra i 1.200 e i 3.000 metri di altitudine. Il suo habitat è costituito pricipalmente da pietraie e radure e la sua dieta è carnivora: si ciba di piccoli roditori come le arvicole, uova di uccelli, serpenti e anche di animali molto più grandi di lui come i conigli.
Il manto estivo dell’ermellino è di colore marrone sul dorso e binaco sul ventre, quello invernale è completamente bianco; la coda resta sempre nera.
L’ermellino è un animale particolarmente schivo con dei riflessi prontissimi e per questo motivo avvistarlo non è una cosa delle più semplici.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

Rapaci

L’Aquila reale (Aquila chrysaetos)

L’aquila reale è un grande rapace presente in territorio provinciale di Brescia nella parte lombarda del Parco Nazionale dello Stelvio. In particolare in Alta Valle Camonica nidifica qualche coppia di aquile. L’apertura alare di questo magnifico rapace può raggiungere i 2 metri e mezzo; le piume hanno una colorazione bruna che si schiarisce attorno al capo. I giovani presentano delle chiazze bianche nella parte inferiore delle ali.
L’aquila vive solitamente vicino ai boschi su pareti rocciose che usa anche per nidificare.
L’alimentazione dell’aquila è basata sulla carne di lepri, conigli, marmotte, uccelli, serpenti e cuccioli di cervo, capriolo e camoscio che afferra con i pontenti artigli e uccide con l’adunco becco. In inverno si nutre principalmente di carcasse.
I nidi dell’aquila vengono riutilizzati anno dopo anno e sono di grandi dimensioni.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

La Poiana (Buteo buteo)

La poiana è un rapace di dimensioni medio-grandi presente quasi in tutta Europa. Non può mancare quindi nei boschi della Valle Camonica. Ha un’apertura alare di 100-140 centimetri con delle ali molto ampie; il piumaggio della poiana è di colore marrone scuro.
La poiana abita i boschi collinari e montani arrivando anche a 2000-2500 metri di quota.
La dieta di questo rapace è principalmente costituita da topi, piccoli roditori, lepri e in caso di bisogno anche di carcasse.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-alta
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: avvistare questo rapace è frequente in tutta la valle.

Il Gheppio (Falco tinnunculus)

Il gheppio è un piccolo falchide ampiamente diffuso in Italia e in Europa. Con i suoi 75-80 centimetri di apertura alare è il più piccolo rapace presente in Valle Camonica.
L’elemento più vistoso che permette di riconoscere un gheppio è il cosiddetto volo a “Spirito Santo”: grazie alle correnti il piccolo falco resta fermo in aria con le ali aperte e la coda a ventaglio. Il gheppio utilizza questa posizione per scrutare il terreno in cerca di cibo. Le sue prede preferite sono piccoli roditori, uccelli e insetti.
Il piumaggio sia per i maschi sia per le femmine è di colore bruno-rossastro, chiaro sotto le ali; il maschio ha la testa e la parte finale della coda grigie, al contrario della femmina che presenta una colorazione uniforme

Probabilità generale d’avvistamento: alta
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: avvistare questo rapace è frequente in tutta la valle.

Il Gipeto (Gypaetus barbatus)

Il gipeto con i suoi 280 centimetri è il rapace più grande presente in Italia e naturalmente non manca in Valle Camonica. Si tratta di un avvoltoio e, in quanto tale, si ciba di ossa e di midollo di quadrupedi. non costituisce un pericolo per le greggi perchè il suo becco non è atto a strappare la carne; è molto interessante la tecnica che adotta per rompere le ossa più grandi: le afferra con gli artigli, prende il volo, e quando è sufficientemente in alto le lascia per farle rompere all’impatto con il suolo. Generalmente questa pratica è effettuata nelle pietraie dove la probabilità di rompere le ossa è maggiore.
La testa del gipeto è giallastra e le piume sono scure

Probabilità generale d’avvistamento: molto bassa a causa dei pochi individui presenti in valle

Il Gufo reale (Bubo bubo)

Il gufo reale ha un’apertura alare che varia dai 150 ai 250 centimetri: questo lo rende il più grande dei gufi. È un rapace notturno che si ciba prevalentemente di topi, conigli, lepri e talvolta anche di cuccioli di ungulati.
Il piumaggio è bruno con delle striature nere; gli occhi presentano un iride arancione e sopra di essi ci sono dei ciuffi di piume che lo distinguono dagli altri predatori notturni.
Il suo habitat sono i boschi; vive raramente al di fuori di essi, come ad esempio nelle radure montane.
Il gufo reale costruisce il suo nido sui rami degli alberi, dove passa la maggior parte della sua giornata.

Probabilità generale d’avvistamento: bassa a causa dei pochi individui presenti in valle

La Civetta

In Alta Valle Camonica sono presenti esemplari di civetta capogrosso, che nidifica nei buchi scavati negli alberi e in seguito abbandonati del picchio nero, e di civetta nana, il più piccolo rapace notturno.
Sono entrambe molto difficili da avvistare visto che si muovono di notte (o comunque in tarda sera) per cacciare. La civetta nana, in modo particolare, è un animale molto schivo.

Roditori

La Marmotta Alpina (Marmota marmota)

La marmotta è un roditore di medie dimensioni diffuso su tutto l’arco alpino. Il suo habitat naturale sono le pietraie, le radura e, in generale, le aree non boschive. La marmotta scava la sua tana, formata da intrecci di gallerie, nella terra; in essa questo roditore trascorre le ore più calde della giornata e l’inverno in letargo.
L’alimentazione della marmotta è basata su radici ed erbe, e per dissetarsi utulizza l’acqua contenuta in esse e la rugiada dal momento che non beve l’acqua che scorre in superficie.
Una delle caratteristiche perculiari della marmotta è certamente il suo fischio che emette quando si sente in pericolo per allertare gli altri membri del gruppo. Inoltre è un aniale molto socievole che intesse rapporti con i suoi simili.

Probabilità generale d’avvistamento: alta
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

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Marmotta in Val Grande di Vezza
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Marmotta sui monti del Tonale
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Marmotta sui monti del Tonale
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Marmotta in Val Grande di Vezza
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Coppia di marmotte (adulto e cucciolo) in Val Grande di Vezza

Lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris)

Lo scoiattolo è un piccolo roditore, lungo circa 40/45 centimetri con la coda, diffuso ampiemente in Europa. Il suo mantello è di colore marrone-rossiccio. Lo scoiattolo è onnivoro, ma un segno della sua presenza in un determinato luogo sono le pigne rosicchiate sul suolo. Questo mammifero utilizza le sue unghie forti e affilate per salire sugli alberi e i suoi robusti arti posteriori per correre.
Lo scoiattolo è presente in quasi tutti i boschi e a volte lo si avvista mentre è sul terreno intento a prendere qualche seme o ghianda da portare al nido. Appena si accorge della presenza dell’uomo si arrampica su un albero.

Probabilità generale d’avvistamento: media
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: escursioni sotto i 2000 m.s.l.m., e in modo particolare

La Lepre (Lepus europaeus)

La lepre è un roditore di grandi dimensioni che, seppur presente in grande quantità nei territori collinari e alpini, è difficile da avvistare a causa dei suoi sensi altamente sviluppati che la avvisano della presenza di un potenziale predatore.
Le lepri sono caratterizzate, e distinte dai conigli, da lunghe orecchie mobili e dalla loro velocità: possono arrivare fino a 60 km/h! Grazie alle sue forti zampe posteriori la lepre può compiere balzi alti 1 metro e mezzo e più lunghi di 2 metri.
Il manto della lepre è di colore grigio-fulvo e grazie a esso riesce a mimetizzarsi bene con l’ambiente montano.
L’alimentazione di questo roditore è basata su erbe e frutti nella bella stagione; in inverno si nutre di cortecce ed erbe secche.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile:

La Lepre Bianca o Variabile (Lepus timidus)

La lepre bianca, chiamata anche lepre variabile, è un grande roditore presente sui monti alpini.
La sua peculiarità, che le ha anche dato il nome, è che il mantello in estate è di colore bruno-grigio, mentre in inverno, per mimetizzarsi con la neve, assume colorazione bianca.
La lepre variabile predilige i territori più alti rispetto alla lepre comune; la sua alimentazione è composta da aghi di conifere, erica e cortecce.

Probabilità generale d’avvistamento: bassa
Escursioni dove l’avvistamento è più probabile: a causa del suo comportamento schivo non è semplice avvistarla, ma con molta fortuna la si può vedere

Galliformi

Il Gallo Cedrone o Urogallo (Tetrao Urogallus)

Il gallo cedrone, con i suoi 5 chilogrammi di peso e 70 centimetri di lunghezza, è il più grade galliforme presente nei boschi della Valle Camonica.
I maschi di gallo cedrone, durante la stagione degli amori, si radunano nelle cosiddette “arene di canto”, luoghi aperti all’interno del bosco dove si misurano nel canto e, se serve, combattono per dimostrare la loro superiorità.
Il piumaggio di questi uccelli è di colore nero; il becco è biancastro e la parte superiore dell’occhio è caratterizzata da una membrana rossa.
Il gallo cedrone è un animale molto schivo e timido, quindi assai difficile da avvistare.
Pur essendo in grado di volare l’urogallo decide di spiccare il volo solo in situazioni eccezionali come le lotte con avversari; di solito vive sul terreno.
Il maschio è più grande della femmina che presenta un piumaggio sui toni del marrone e del grigio.
Il gallo cedrone risente molto della presenza e dell’attività dell’uomo nei territori dove vive e causa di questo sta diventando sempre più raro.

Probabilità generale d’avvistamento: molto bassa a causa del suo carattere schivo e della sua scarsa presenza in valle.

Il Gallo Forcello o Fagiano di Monte (Lyrurus tetrix)

Il gallo forcello, con i suoi 60 centimetri di lunghezza, è il secondo galliforme per grandezza presente in Valle Camonica dopo il simile gallo cedrone. Il forcello deve il suo nome alla sua bizzarra coda forcuta; ha un piumaggio nero eccezion fatta per le piume inferiori delle ali e alcune della coda, che sono bianche.
Il piumaggio della femmina è di colore bruno con chiazze nere.
L’habitat di questa specie, come per il gallo cedrone, è costituito da boschi di montagna in zone poco frequentate dall’uomo. Sempre come l’urogallo, il maschio di gallo forcello durante la stagione degli amori realizza esibizioni canore e combattimenti per aggiudicarsi il maggior numero di femmine.
L’alimentazione di questi uccelli è basata su bacche, frutti di bosco come lamponi e more, foglie, insetti e bacche di ginepro.
Come il gallo cedrone, il gallo forcello risente molto della presenza umana nel territorio dove vive e a causa di ciò sta diventando sempre più raro.

Probabilità generale d’avvistamento: bassa a causa del suo carattere schivo e della sua scarsa presenza in valle.

La Pernice Bianca (Lagopus muta)

La pernice bianca è uno fra principali galliformi che abitano le montagne della Valle Camonica; vive al di sopra del limite delle foreste e predilige territori alternati da affioramenti rocciosi e praterie. In estate le sue piume sono di colore marrone-bruno, nella stagione fredda diventano bianche (a partire da settembre/ottobre inizia la muta che si completa a novembre e resta tale fino alla fine di marzo) per permettere alla pernice di mimetizzarsi con la neve.
Il maschio, come per tutti i galliformi, presenta delle caruncole rosse sopra agli occhi. In volo la pernice è distinta dal suo caratteristico collo allungato.
L’alimentazione della pernice bianca è basata su vegetali, ma in inverno, quando le forze e l’abbindanza di cibo scarseggiano, arriva anche a nutrirsi di piccoli insetti.
In generale l’altitudine a cui vive oscilla tra i 2.300 e i 2.600 metri di quota. È un uccello molto schivo e difficile da avvistare.

Probabilità generale d’avvistamento: bassa
Escursioni dove l’avvistamento è più probabile: quelle con quota non inferiore a 2.200 metri in inverno, 2.400 in estate.

Il Francolino di Monte (Tetrastes bonasia)

Il francolino di monte è un galliforme di medie dimensioni presente in Valle Camonica tra i 1.400 e i 1.800 metri di altitudine.
Il suo habitat è costituito da foreste di conifere intervallate da radure erbose.
Anche per il francolino di monte l’alimentazione è quasi esclusivamente vegetariana.
Le piume di questo tetraone sono grigie con qualche macchia nera e marrone, mente il ventre è bianco; la coda è formata da piume nere. Nelle sue abitudini è fortemente influenzato dalla presenza umana, per questo predilige ambienti poco frequentati dall’uomo.

Probabilità generale d’avvistamento: bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: quelle caratterizzate da fitti boschi di conifere.

La Coturnice (Alectoris graeca)

La coturnice è un galliforme di medie dimensioni presente sui monti camuni a un’altitudine che oscilla tra gli 800 e i 2.500 metri.
Il suo habitat è costituito principalmente da praterie alpine intervallate da affioramenti rocciosi e pietraie.
Il piumaggio di questo galliforme è di colore grigio tendente all’azzurro-blu, la gola è bianca e presenta una striscia nera che arriva fino agli occhi. Le penne più esterne delle ali sono riconoscibili a causa della loro striatura; il becco è rosso.
Si nutre principalmente di vegetali e insetti.
I pascoli montani e i terreni coltivati sono per la coturnice un ottimo territorio dove vivere, e il loro progressivo abbandono da parte dell’uomo è una tra le cause di diminuzione della sua presenza sulle Alpi.

Probabilità generale d’avvistamento: bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: Val Bighera da Vezza d’Oglio

Altri volatili

Il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)

Il picchio rosso maggiore è, insieme al picchio nero e al picchio verde, uno dei picidi più diffusi in Valle Camonica.
La parte superiore del corpo di questo picchio è di colore nero con qualche zona bianca e la faccia presenta due grandi chiazze bianche ai lati. Bianca è anche una buona parte del ventre, mentre l’area finale di esso e il sottocoda sono rossi. Il maschio presenta una macchia rossa sulla testa.
I piccoli hanno una chiazza dello stesso colore che parte dalla fronte e arriva alla nuca.
È possibile avvistare questo picchio nei boschi a un’altitudine compresa fra i 600 e i 2.000 metri.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: tutte quelle all’interno dei boschi e non molto frequentate

Il Picchio nero (Dryocopus martius)

Il picchio nero è il più grande picide presente in valle. Come suggerisce il suo nome, è interamente nero a eccezione della parte superiore della testa che nel mascio si presenta interamente rossa e nella femmina è rossa solo sulla nuca.
Popola i boschi e scava i suoi nidi in alberi sprovvisti di rami per i primi 10 metri. I buchi nei tronchi hanno forma squadrata e possono essere profondi fino a 20 centimetri.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: tutte quelle all’interno dei boschi e non molto frequentate

Il Picchio verde (Picus viridis)

Questo picchio presente un piumaggio sulle tonalità del verde che varia tra il giallo-verde e il verde scuro. La faccia è nera e la parte superiore della testa è di un rosso acceso.
Il becco del picchio verde è più lungo di quello degli altri picchi e come questi ultimi lo usa per scavare la sua tana nei tronchi, dove tra aprile e maggio, depone le uova.
Questa specie trascorre molto tempo sul terreno, dove caccia le formiche.
Come tutti i picchi presenta quattro dita uncinate, due in avanti e due all’indietro, grazie alle quali si aggrappa agli alberi dove scava il nido.

Probabilità generale d’avvistamento: medio-bassa
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: quelle con boschi intervallati da radure

Il Codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus)

Il codirosso è un passeriforme comune in Valle Camonica sia negli abitati, sia ai margini dei boschi. È molto frequente incontrarlo tra i 900 e i 2.000 metri di altitudine in aree boschive intervallate da ampie radure.
Il maschio di codirosso è riconoscibile grazie ai suoi colori sgargianti: presenta un piumaggio grigio; il ventre arancione, la testa nera con la parte superiore della fronte bianca.
La femmina invece è marrone, con il ventre beige.
L’alimentazione di questo uccello è composta principalmente da insetti.

Probabilità generale d’avvistamento: alta
Escursioni in cui l’avvistamento è più probabile: tutte quelle con boschi intervallati da ampie radure. In particolare:

FCODIROSSO
Femmina di codirosso sui monti di Vezza d’Oglio

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